Aziende alla ricerca di “social skills”: addio individualismo

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Aziende alla ricerca di “social skills”: addio individualismo

aziende alla ricerca di "social skills"Aziende alla ricerca di “social skills”

L’avvento dei social network sta rivoluzionando il mondo del lavoro e dell’organizzazione aziendale. ‘Social‘ è il termine che meglio identifica la direzione di marcia che ha preso il processo di cambiamento in atto. Quello che conta nella ‘Social organization’ è la capacità di fare squadra, di lavorare in gruppo, di collaborare. Si tratta di un nuovo modello di organizzazione del lavoro basato sulle community collaborative in cui il ruolo gerarchico è fortemente ridimensionato e la leadership si esercita in modo diverso rispetto ai vecchi modelli: le barriere interne sono abolite.

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Lavoro: tra colleghi unione fa la forza: a collaborare si impara

A ca collaborare si imparaollaborare si impara.

I dipendenti italiani ottengono migliori risultati lavorando in gruppo (il 69%) che individualmente, ma pochi lavoratori pensano che lo spirito collaborativo sia innato: a collaborare si impara.

La capacità di fare squadra si sviluppa soprattutto con l’impegno, l’esperienza, la conoscenza dei colleghi e l’acquisizione di specifiche competenze ‘sociali‘.

La tecnologia, attraverso la diffusione di pc, tablet, smartphone e software innovativi per comunicare senza limiti di spazio e tempo, apre nuove opportunità per il lavoro in team.

Ma, se la collaborazione è incoraggiata dalle aziende, non tutti i datori di lavoro oggi la supportano con strumenti adeguati.

 

 

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Imprese: dipendenti sempre più attivi online, sono migliori supporter

Dipendenti sempre più attivi on line

Dipendenti sempre più attivi online?

Dipendenti sempre più attivi sulla Rete: danno visibilità al proprio posto di lavoro, difendono la propria organizzazione dalle critiche esterne e si comportano come veri e propri ‘advocate’, sia online sia offline.

Una nuova indagine targata Weber Shandwick, la multinazionale leader nel settore delle relazioni pubbliche, infatti, ha identificato un fenomeno in grande ascesa nell’era digitale: l’attivismo dei dipendenti negli ambienti sociali.

Dipendenti sempre più attivi, si stima che in Europa quasi uno su cinque sia un dipendente attivo, mentre un buon 32% ha un grosso potenziale nel poterlo diventare.

Le aziende dispongono pertanto oggi di un’enorme opportunità per capitalizzare questo importante patrimonio di advocacy o rischieranno di perdere un nutrito gruppo di supporter.

Nella peggiore delle ipotesi, trascureranno i detrattori che possono seriamente danneggiare la reputazione dell’azienda.

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Tweet di @PatriziaPiraino